PostHeaderIcon DIPINGIAMO I MURI DELLA CASA DI RECLUSIONE DI BOLLATE

IncontRho

Associazione dei familiari e volontari per la Salute Mentale

DIPINGIAMO I MURI DELLA CASA DI RECLUSIONE DI BOLLATE
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Che cos’è Incontrho?

Incontrho è un’associazione composta da familiari di persone con disagio psichico ed amici, volontari a loro vicini, e per questo, sensibili ai temi della salute mentale.

L’attività della nostra associazione è, quindi, finalizzata a creare occasioni per stare insieme, alleviare la loro sofferenza e, allo stesso tempo approfondire la conoscenza di un mondo ricco di sentimenti ed emozioni spesso oscurato da un velo di superficialità e pregiudizi.

L’associazione è organizzata su base totalmente volontaria, si occupa di seguire ragazzi con disagio psichico a diversi livelli, operando per dare loro autonomia, autocoscienza, autostima, capacità di socializzare e relazionarsi con altre realtà del mondo che li circonda.

Per raggiungere questi obiettivi abbiamo avviato diversi percorsi formativi che passano attraverso le attività manuale (Orticoltura), artistica e musicale.

Sappiamo che la Casa di Reclusione di Bollate opera da tempo per aprirsi al territorio ed integrarsi con le diverse realtà della zona e, avendo a disposizione grandi spazi su cui dare ampia possibilità di espressione artistico-figurativa, proponiamo di avviare una collaborazione tra le nostre forze e gli ospiti della Casa per dare un “colpo di colore” ad alcune zone dell’istituto, guidare i nostri ragazzi su di un percorso di condivisione ed accettazione di altre realtà, di mettere a disposizione degli ospiti la professionalità e la capacità degli artisti che ci seguono per sviluppare un percorso di espressione artistica.

I nostri ragazzi hanno risposto con entusiasmo a queste sollecitazioni e vorremo fondere la loro voglia di fare con un’attività che fosse contemporaneamente di conoscenza delle realtà del territorio in cui viviamo ed un’occasione per relazionarsi con altre persone che vivono un diverso disagio.

Ci piacerebbe pensare che le “opere“ che ne deriveranno restassero in qualche modo visibili e fruibili, per un certo tempo, come testimonianza di un progetto condiviso tra due comunità che, con diverse motivazioni, stanno seguendo un percorso per superare un periodo di difficoltà.

 

 

Ruoli:

Artisti: l’arte è il mezzo attraverso il quale raggiungere gli scopi riabilitativi  compiendo azioni con caratteristiche differenti da quelle fin ora attuate che producono dunque cambiamento.

Assistente sociale: compito dell’operatore sarà quello di facilitatore sociale in un lavoro di rete aspetto che permette l’interazione tra le diverse realtà coinvolte rendendo lo stesso gruppo autonomo d’agire attraverso la cooperazione dei diversi soggetti.

Psicologi: compito dello psicologo sarà quello di rielaborare concetti espressi nell'agito e risignificare cognizioni errate dandone un diverso punto di vista lavorando sulle aspettative e sulla formulazione di nuove prospettive.

Parte psicologica:

Nella pratica riabilitativa dei servizi psichiatrici si sono ormai diffuse una serie di tecniche che vengono chiamate arti terapia o attività espressive in cui il medium della relazione tra conduttore e paziente non è dato dalla parola, ma da una forma artistica.

Il presupposto teorico orientato dinamicamente sostiene che il processo dell’arte terapia sia basato sul riconoscimento che i pensieri ed i sentimenti fondamentali dell’uomo siano derivati dall’inconscio e spesso raggiungano la loro espressione nelle immagini piuttosto che nelle parole. Per mezzo della proiezione pittorica queste tecniche incoraggiano un metodo di comunicazione simbolica.

Nata come forma di terapia individuale è oggi più frequentemente applicata in un contesto di gruppo.

I gruppi infatti sono particolarmente adatti per quei soggetti che hanno difficoltà a socializzare e/o necessità di uscire dall’isolamento; permettono di sperimentare una situazione privilegiata di comunicazione, di condivisione di esperienze e di problemi in cui l’individuo apprende nuovi modi di relazionarsi con gli altri, di rispettarli, di cooperare, di dare e ricevere sostegno e fiducia. La produzione artistica in un gruppo fa sì che esista una sorta di condivisione che la differenzia dal lavoro individuale solitario: i membri giungono a conoscersi reciprocamente attraverso le proprie immagini e si crea la sensazione di conoscersi e di essersi conosciuti a un livello molto profondo e personale.

Una capacità creativa latente esiste in ogni essere umano, nonostante l’apparente mancanza di abilità creativa mostrata all’inizio da alcuni soggetti che si accostano all’arte terapia. Pertanto l’arte terapia può essere indicata per quei pazienti psicotici nei quali sia bloccata la capacità di esprimere verbalmente i propri vissuti ed anche per i nevrotici che necessitano di un riavvicinamento con i propri vissuti, sentiti come più irrazionali e non più esprimibili verbalmente.

Da qui la possibilità di unire in solo gruppo, grazie a questa tecnica, due mondi apparentemente diversi che invece hanno in comune una forte carica emotiva interna che necessita l’esternazione.

In questo contesto è importante precisare che il setting non è terapeutico ma riabilitativo, caratterizzato quindi da un tempo definitivo e da un progetto da svolgere con una verifica finale che può essere data da una mostra, un evento o comunque da altre attività in cui è previsto un “fare”.

Parte sociologica:

L’operatore osserva in itinere ciò che succede, e fornisce un feedback a chi, essendo dentro il processo di risoluzione non può essere consapevole del quadro d’assieme o non cogliere del tutto il senso di ciò che succede. L’intervento pertanto è osservazione. Ma non solo: l’intervento produce anche osservazione.

Quando l’esperto diviene un interlocutore di una rete lo fa in due modi simultaneamente entrando nella rete cioè diventandone un membro aggiunto ma anche restandone fuori in un atteggiamento cognitivo distaccato e sovraordinato.

Per rimarcare la sostanziale differenza è opportuno dare due nomi diversi ai due processi, chiamiamola “lavoro in rete” l’attività che viene svolta dall’esperto come membro effettivo della rete e “lavoro di rete” l’attività esterna di triangolazione con l’insieme sparso delle persone in relazione.

Lavoro in rete: azione di un singolo componente della rete che agisce cercando in qualche modo di raccordarsi o di tenere conto dell’esistenza di altre azioni di altri interessati sul compito.

È quindi il tentativo anche inconscio di un singolo componente della rete di migliorare la sua stessa azione ponendola in relazione con quella di qualcun altro o pochi altri.

L’intervento sociale è guida e la guida è feedback cioè retroazione. In particolare l’esperto osserva a) ciò che la rete fa, e la rinforza se fa “bene”; b) ciò che la rete può fare e la stimola a fare per davvero, intendendo il verbo “stimolare” come azione esperta finalizzata a creare condizioni favorevoli all’attività della rete che non si è ancora manifestata e che però potrebbe manifestarsi.

L’azione sapiente del feedback è accorto dosaggio di stimolo e rinforzo. L’effetto combinato di queste due operazioni è il solo accorgimento che può produrre catalizzazione positiva, una spirale di azione che spinge la rete e la fa muovere in direzioni più opportune cioè direzioni che non solo non contraddicono la spinta della rete stessa ma che pure passino al vaglio della valutazione oggettiva e della sensibilità di un esperto.

Con questa riformulazione l’esperto guida la rete nel senso che rinforza un aspetto specifico della discussione intera che si è già svolta e così facendo stimola l’ulteriore approfondimento di questo aspetto.

Parte artistica:

Noi pensiamo che l'arte non sia una forma di puro estetismo. Il “fare arte” da alle persone la possibilità di esprimere se stesse attraverso la forma, non convenzionale, ma ben più diretta delle immagini.

Il progetto avrebbe quindi una funzione, di riabilitazione che presenta anche una funzione sociale: la riqualificazione del paesaggio interno dell’istituto.

Tutti gli elementi del progetto avranno così l'occasione di partecipare e contribuire attivamente al lavoro della comunità e per la comunità: attraverso l’integrazione e la collaborazione di giovani artisti emergenti che, spesso, non hanno modo di mostrare al pubblico i loro lavori.

Ci piacerebbe sviluppare il concetto della Rinascita, perché comprende in sé diversi altri temi come quello della libertà, della speranza e del coraggio di saper andare avanti e migliorarsi.

Rinascere vuol dire primariamente morire senza però qui fermarsi: una morte che non è fine, ma la possibilità di morire per rinascere, dandoci la possibilità di inizio.

Il movimento dialettico di nascita-morte-rinascita è l'unico modo che noi tutti gli uomini hanno per poter imparare da ogni esperienza ed in particolare da quelle che azzerano e “uccidono” il nostro io. Esperienze che interiorizzate fanno crescere e irrobustire un io spesso così fragile. Bisogna dunque accettare il tramontare perché questo è il solo modo che abbiamo per risorgere.

Entrambe, le realtà coinvolte vivono in una condizione di disagio, ma comunque passeggera, dalla quale avrà però da imparare se questa viene vissuta come possibilità di un nuovo inizio, che sarà certamente più ricco di quello prima della “morte”.

Documentare le diverse fasi del lavoro attraverso l’utilizzo di fotocamere, con la conseguente creazione di un video.

Documentare il progetto con fotografie per la redazione del giornale dell’ istituto e non, e per uso espositivo.

I materiali utilizzati sono i seguenti:

-10 RULLI (CON 10 TUBI X RULLO)

-30 PENNELLESSE DI DIFFERENTI MISURE CIAUSCUNO

-30 PENNELLI DI DIFFERENTI MISURE CIASCUNO

-1 ROTOLO DI CARTA DI 1mX15m-3 CONFEZIONI DI MATITE COLORATE (CONFEZIONE DA 24)

-3 CONFEZIONI DI BIRO

-3 PACCHI DI GUANTI USA E GETTA (DI CUI SIA GRANDI CHE PICCOLI)

-5 TOLLE DI ACRILICO DA 15 KG L' UNA DI BIANCO

-5 " " " " " " DI ROSSO

-5 " " " " " " DI BLU

-5 " " " " " " DI GIALLO

-5 " " " " " " DI NERO

-1 TOLLA DI BIANCONE DA 15 KG

-1 PACCO DI PIATTI DI PLASTICA

-3 PACCHI DI SPUGNE

-20 TUTE USA E GETTA

-CONFEZIONE DA 30 DI PASTELLI AD OLIO

- COMPRESI TUTTI I COLORI

-10 VASCHE PER MISCELARE IL COLORE

-3 CONFEZIONI DI GOMME

-20 PENNARELLONI DA VERNICE -COMPRESI TUTTI I COLORI

-3 ROTOLI DI SCOTCH DI CARTA

-5 PACCHI SACCHI NERI

-30 METRI QUADRATI DI PLASTICA TRASPARENTE(CELLOPHAN)

-2 FISSATIVI

-3 PACCHI DI SCOTTEX

 

Obiettivi:

E’ possibile individuare obiettivi individuali e gruppali:

  • Individuali:
  1. esternazione di emozioni e sentimenti attraverso mezzi alternativi , quali l’ arte
  2. rielaborazione della propria identità abbattendo la categorizzazione
  • Gruppali:
  1. Collaborazione attiva tra due mondi che nel quotidiano non hanno la possibilità d'incontrarsi, per superare le troppo ostili barriere che dividono le persone.
  2. Abbattere i pregiudizi e la diffidenza che la comunità spesso presenta nei confronti delle persone che soffrono un disagio psichico e i detenuti.
  3. valorizzare , meno il risultato artistico, quanto lo spirito di condivisione  e solideriate tra i componenti del progetto.

Struttura del programma:

Il progetto è stato strutturato in tre fasi fondamentali le quali sono divise in 8 incontri, uno alla settimana per 3 ore da aprile a giungo 2013.

La prima fase è composta da tre incontri e si svilupperà in una stanza all’interno della struttura penitenziaria:

  1. 1. Primo incontro:

- enunciazione delle aspettative

- Brainstorming (tecnica di creatività di gruppo per far emergere idee) sul tema stabilito da affrontare (La Rinascita).

- Confrontare le idee emerse e approfondire la conoscenza tra tutti i componenti del progetto per instaurare un rapporto diretto ( fase fondamentale del progetto)

  1. 2. Secondo incontro:

- Breve riassunto dell' incontro precedente ed iniziare a lavorare direttamente sulla superficie cartacea traducendo graficamente le idee fuoriuscite nell' incontro precedente.

E' importante valorizzare l' aspetto terapeutico in sé di fare arte attraverso le tecniche di arte-terapia.

  1. 3. Terzo incontro:

- Raccogliere le idee create nel secondo incontro.

- Definire tutti insieme come organizzare pittoricamente i nostri concetti, in modo da creare un’ unica grande opera da sviluppare su parete, così tutti gli possano intervenire attivamente nel progetto.

Requisito fondamentale è lo spirito di collaborazione, fine primo del lavoro in sé.

-Brainstorming finale.

La seconda fase è composta da cinque incontri e si svilupperà direttamente sulla superficie a noi interessata.

La terza fase prevede un unico incontro conclusivo di valutazione complessiva sull’analisi e confronto tra aspettative e ciò che si è manifestato durante gli incontri precedenti.

Valutazione:

Per effettuare una valutazione in itinere del lavoro, sarà aggiornato di volta in volta, un “Diaro di bordo” in cui verranno riportati gli eventi salienti e le riflessioni di ogni incontro e che fungerà da punto di riferimento per una valutazione finale complessiva.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 02 Agosto 2013 10:21)